Per il nuovo Partito Democratico di Verona

IL NUOVO PD

Il congresso costituente per il nuovo Partito Democratico è l’occasione per ridefinire chi siamo e dove vogliamo andare anche a livello cittadino. Siamo un partito nato 15 anni fa e che racchiude storie ormai centenarie. Storie di cui andare orgogliosi e che sono le solide radici su cui costruire un Partito che guardi al futuro. E un Partito che guarda al futuro non può prescindere dalla partecipazione giovanile e il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni.

Finalmente, dopo 15 anni, siamo tornati ad essere al governo della città. Siamo tornati protagonisti anche grazie a una nuova classe dirigente locale che in questi anni ha lavorato tanto nel Partito e nelle istituzioni, a cominciare dalle Circoscrizioni. Tutto questo può e deve essere il punto di partenza per favorire l’ingresso e la partecipazione attiva dei giovani, coinvolgendoli nelle attività dei circoli, in momenti di formazione ma anche nell’azione amministrativa dei quartieri e della città.

Aprire le porte dei circoli e del Partito alle nuove generazioni, al mondo dell’associazionismo e a tutti i simpatizzanti è dunque quel passaggio chiave e indispensabile per far crescere la nostra comunità e ridare forza alla nostra azione politica e amministrativa. In tal senso il Partito Democratico non può appiattirsi sugli amministratori e sull’attività portata avanti nelle istituzioni, ma anzi deve esserne la guida e lo stimolo costante per realizzare fino in fondo una realtà che si muove dal basso verso l’alto.

UN PARTITO OVUNQUE

Oggi, ancor più rispetto agli anni passati, il Partito Democratico è rimasto l’unico vero grande partito in Italia. Questo ci permette di poter sviluppare un’identità e una visione politica cha va dalle Circoscrizioni al mondo intero. E ci permette di avere una filiera di amministratori che dal Parlamento Europeo arriva al più piccolo degli enti locali. Il PD è ovunque e solo il PD è ovunque. Questa nostra forza deve essere messa nelle condizioni di funzionare al massimo: creare una linea di comunicazione e collaborazione tra tutti questi livelli in ambito politico e amministrativo può essere la chiave per rendere il PD capace di fare la differenza nelle realtà che amministra, facendosi portatore di esempio del buon governo. Partito ovunque vuol dire però riuscire a migliorare quello che negli ultimi anni a Verona ha funzionato un po’ meno, cioè il coordinamento nella comunicazione e nell’attività dei circoli. Nel rispetto dell’autonomia e delle peculiarità di ogni circolo, sarà fondamentale nei prossimi anni far funzionare a pieno regime il lavoro sul territorio in ottica di partecipazione attiva dal basso e comunicazione dell’attività amministrativa. Solo un’azione ragionata e coordinata dei circoli cittadini può riuscire in questa impresa, che sarà anche un tassello fondamentale nel successo o meno della nostra amministrazione comunale e del ruolo del PD.

IL PD AL GOVERNO DELLA CITTA’

I prossimi cinque anni saranno quelli del Partito Democratico al governo della città. Sappiamo tutti quanto straordinaria sia questa situazione e la fatica e l’impegno che ci sono voluti per raggiungerla. Per questo il PD è e sarà sempre a sostegno dell’amministrazione Tommasi.

Un sostegno che saprà e dovrà essere sempre critico e propositivo nell’ottica di far funzionare al meglio il nostro governo e risolvere i problemi della città e dei cittadini.

Fondamentale in questi cinque anni sarà far emergere il ruolo del Partito Democratico, che seppur parte della coalizione Rete!, non può appiattirsi ad essa. Per questo sarà determinante ciò che sapremo fare sul territorio, grazie all’azione dei circoli e degli amministratori. All’interno della coalizione solo il Partito Democratico ha questa rete capillare sul territorio. Dobbiamo farla funzionare per far arrivare a tutti le buone politiche che facciamo e viceversa per guidare l’azione amministrativa con il coinvolgimento e la partecipazione degli iscritti e di tutta la cittadinanza. Fondamentale sarà inoltre individuare delle tematiche su cui identificare l’azione del PD. In questi ultimi anni abbiamo fatto battaglie di ogni genere per migliorare la nostra città, soprattutto sui temi ambientali, sullo sviluppo urbanistico, sul sostegno alle fasce più fragili, sulle politiche giovanili. Qui dobbiamo prendere l’iniziativa e dimostrare di saper cambiare le cose all’interno delle istituzioni.

IL PD E L’AMMINISTRAZIONE TOMMASI

Il Partito Democratico è stato il punto di riferimento per la costruzione di una coalizione di centrosinistra competitiva e alternativa alle destre. È stato il perno della coalizione in tutta la campagna elettorale e ora, con i suoi due assessori e otto consiglieri, rappresenta una delle colonne portanti dell’Amministrazione Tommasi.

Siamo, tuttavia, parte di una coalizione più ampia in cui ogni elemento è ed è stato fondamentale per raggiungere una vittoria elettorale storica e per portare avanti il progetto di cambiamento di una nuova Verona.

Con questa consapevolezza e senso di responsabilità, il Partito Democratico deve saper rapportarsi con autorevolezza con il Sindaco, la Giunta e le altre forze della coalizione. La vittoria elettorale del 26 giugno è stata solo il punto d’inizio del cambiamento che vogliamo attuare a Verona, cambiamento che deve essere costantemente tenuto vivo. Questo compito spetta soprattutto a noi.

Francesco Casella – Alberto Falezza – Michele Bresaola

Approvato all’unanimità il mio ordine del giorno sulle RSA

Nel consiglio comunale di giovedì 12 gennaio è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno sulle RSA del quale sono primo firmatario.

Il tema di questo ordine del giorno sono i residenti delle RSA e le loro famiglie. Un ordine del giorno, scritto con l’aiuto del mio gruppo regionale e della consigliera Anna Maria Bigon, che parla dunque di persone fragili che hanno bisogno di un sistema con varie forme di assistenza e che oggi si trovano in una situazione di grave difficoltà.

Sappiamo tutti come la pandemia abbia colpito pesantemente queste realtà, portando alla luce molte delle criticità del sistema. Poi, negli ultimi mesi, è arrivato il caro energia che come in tutti i settori sta provocando aumenti significativi dei costi e insostenibilità dei bilanci.

Tutto ciò è avvenuto e sta avvenendo in un contesto, quello del Veneto, dove ancora manca una riforma delle IPAB, unica regione in Italia. Se poi aggiungiamo il problema del reperimento del personale medico ed infermieristico emerge ancora di più lo stato di crisi di queste realtà.

Il risultato è che questa situazione rischia di scaricarsi pesantemente sulle famiglie di queste persone, con aumenti significativi delle rette. Ormai le rette sono già aumentate ovunque, anche qui a Verona. Ma il rischio è che senza interventi decisi da parte dello Stato e della Regione Veneto il costo per le famiglie potrà crescere ancora, rendendo in molti casi insostenibile il pagamento della quota.

E’ qui, dunque, che deve intervenire la politica. 

Questo ordine del giorno serve a chiedere al Sindaco e alla Giunta di sollecitare una convocazione urgente della conferenza dei sindaci su questo tema al fine di richiedere alla Regione i provvedimenti normativi attesi e gli interventi economici urgenti a favore dei centri di servizi residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti e per le persone con disabilità, per far fronte alle esigenze legate alla pandemia ed al rincaro del costo dell’energia.

Filobus. E ora?

Il CIPESS, Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ha rinviato l’approvazione del contributo statale per la realizzazione del Filobus di Verona (il cui costo è al 60% a carico dello Stato e al 40% a carico del Comune).

Questa notizia inaspettata e con motivazioni ancora tutte da capire rischia di rallentare ulteriormente l’inizio dei lavori, già previsto per la primavera 2023, sovrapponendoli ai sempre più imminenti cantieri della TAV creando una situazione di caos in città.

Il Filobus è l’opera che più di ogni altra rappresenta la mala politica veronese degli ultimi 15 anni. Lavori annunciati decine di volte, cantieri aperti e poi chiusi, mezzi e percorsi cambiati più volte, nodi viabilistici lasciati in sospeso. Il tutto per un sistema di trasporto pubblico che già in molti reputano obsoleto e inutile. Ma ormai non si torna indietro.

Il Filobus non è certamente ciò che avevamo sognato come grande mezzo di trasporto per la città; è un’opera che abbiamo ereditato con molti elementi di criticità. Impietoso poi il confronto con le nostre città vicine come Padova e Brescia, città che negli stessi anni in cui a Verona si perdeva tempo, si sono realizzate metropolitane e linee tranviarie.

Ma il Filobus veronese, tuttavia, può ancora contribuire a rendere migliore la mobilità cittadina. Con i giusti accorgimenti, una buona comunicazione, tariffe favorevoli e un coordinamento con gli altri mezzi pubblici, il Filobus è ancora una soluzione valida e che merita di essere portata fino in fondo.

Per questo in pochi mesi di amministrazione abbiamo sbloccato i fondi per la realizzazione dei parcheggi scambiatori a Verona Est e in via Ca’ di Cozzi e aumentato di 1,5 milioni di Euro il capitale sociale di Amt3, società che ha in gestione la realizzazione dell’opera.

La non-decisione del CIPESS, dunque, rimette di nuovo nell’incertezza la città di Verona. Difficile non vedere in questa vicenda e nelle reazioni dei parlamentari veronesi un segnale politico che la destra manda al Sindaco Tommasi; della serie “se non tratti con noi, ti blocchiamo tutte le grandi opere”. Vedremo se sarà realmente così. Intanto il governo Meloni e i parlamentari veronesi farebbero bene a spiegare i motivi di questa scelta e a darsi una mossa nel correggerla.

Cortile di Giulietta: una piccola, grande rivoluzione

“Una piccola grande rivoluzione”. Riprendo queste parole non mie per esprimere la grande soddisfazione riguardo il nuovo ingresso da Piazza Navona e il Teatro Nuovo per accedere al cortile di Giulietta.

Si tratta certamente di una soluzione sperimentale e iniziata da pochi giorni, quindi si valuteranno le conclusioni alla fine di questa sperimentazione; ma è indubbio che finalmente si è riusciti a mettere mano ad una situazione che da anni era diventata insostenibile e pericolosa.

Ed è indubbio che in quest’ultimo weekend lungo, che abbiamo visto aver registrato un record di visitatori e turisti, questa soluzione si è rivelata un successo, apprezzata dagli utenti, dai cittadini, dalle guide turistiche e anche dai commercianti dalla via. Soluzione che proprio per il numero di persone presenti in centro in questi giorni ha sicuramente evitato situazioni di forte intasamento su via Cappello e quindi anche di grande pericolo.

Un particolare apprezzamento, va sottolineato perché non è scontato, per l’ottima collaborazione tra il Comune, nelle figure delle Assessore Ugolini e Zivelonghi, e il Teatro Nuovo, tra il Comune e le realtà presenti intorno al cortile di Giulietta e non ultimo tra il Comune e la Soprintendenza.

Pur nella consapevolezza che la strada da fare per arrivare ad una soluzione definitiva non è semplice, questa nuova sperimentazione e questo nuovo ingresso offrono dunque ottime prospettive per il futuro; e non solo in ottica sicurezza e modalità di accesso, ma anche come opportunità per il Teatro e le realtà che gravitano nella zona. Seguiremo il proseguo e l’esito di questa sperimentazione, ma fin qui possiamo dire che è stato fatto un ottimo lavoro e quindi avanti su questa strada.

Parcheggio alla Genovesa, corsie preferenziali e sperimentazioni viabilistiche. I motivi.

Le info sulle navette Genovesa-Fiera-Città

Stanno facendo molto discutere le ultime scelte viabilistiche a Verona Sud, in particolare l’istituzione in via sperimentale fino al 26 dicembre (fine dei mercatini di Natale) della corsia riservata ai bus-navetta in viale del Lavoro al sabato e alla domenica. Anche ieri, in Consiglio Comunale, l’opposizione capeggiata dall’ex Sindaco Sboarina non ha mancato di attaccare la nostra amministrazione per queste decisioni.

Tralasciando l’ipocrisia di Sboarina e co., ovvero coloro che hanno causato tutte le criticità e l’intasamento di Verona Sud con le loro scellerate scelte urbanistiche degli ultimi anni, credo sia importante spiegare le ragioni di questi provvedimenti che sicuramente qualche disagio lo stanno creando.

Partiamo dalla premessa: la situazione del traffico e della viabilità a Verona Sud non è sostenibile. Ancora peggio in occasione dei grandi eventi fieristici e delle iniziative in centro storico che richiamano migliaia di persone da fuori città.

Serve dunque un cambiamento. Che non può essere la realizzazione di qualche rotonda, ma una profonda modifica nella mentalità e nelle abitudini per chi arriva da fuori Verona e anche per i veronesi stessi. Perché se vogliamo diminuire il traffico dobbiamo diminuire il numero di auto in circolazione, facendo in modo che sempre più persone scelgano i mezzi pubblici o la bicicletta per raggiungere il centro.

Innanzitutto questi ultimi provvedimenti a Verona Sud sono delle sperimentazioni temporanee, che saranno poi valutate e verificate per capire se migliorative oppure no.

Per quanto riguarda la sperimentazione della corsia preferenziale in viale del Lavoro, che impedisce a chi proviene da Sud di svoltare in via Scopoli, è valida solo il sabato e la domenica ed è importante per velocizzare il tragitto delle navette che dalla Genovesa raggiungono il centro storico passando dalla Fiera. Rendere queste navette competitive e alternative al mezzo privato, in particolare per tutti quelli che arrivano dall’autostrada, vuol dire meno auto tra Borgo Roma, Golosine e centro storico. Far funzionare a pieno regime il parcheggio alla Genovesa è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. I primi dati di questa sperimentazione ci dicono di numeri ancora insufficienti ma in crescita. Con il coordinamento dell’Assessore Ferrari, si sta aumentando la segnaletica e l’informazione già dal casello autostradale per facilitare sempre di più l’arrivo al parcheggio scambiatore e favorirne l’utilizzo.

Ma c’è un’altra motivazione alla base di queste sperimentazioni. Nel giro di pochi anni saranno aperti i cantieri del Filobus e della Tav. Saranno cantieri lunghi che peseranno considerevolmente sulla viabilità cittadina e creeranno molti disagi. Sperimentare adesso soluzioni migliorative alla viabilità vuol dire essere pronti a limitare i disagi domani.

Cambiare la mobilità cittadina sarà un percorso lungo e difficile; e non mancheranno intoppi e qualche errore. Ma è la sfida inevitabile che dobbiamo affrontare e vincere per avere una città migliore e maggiormente vivibile dal punto di vista viabilistico e ambientale.

Dopo 27 anni abbiamo abolito le mozioni omofobe del 1995

Delle mozioni che già nel 1995 suonavano anacronistiche. Eppure a Verona ci sono voluti ben 27 anni per abrogarle. C’era sempre qualcosa di più urgente, più importante; non era mai il momento giusto; sempre la prossima volta. Per 27 anni.

Il vero motivo, invece, l’abbiamo visto giovedì in Consiglio Comunale, quando al momento della discussione tutto il centrodestra, ad eccezione del consigliere Paolo Rossi, è uscito dall’aula. Il problema dell’omofobia è purtroppo ancora presente in una parte della nostra società, parte alla quale il centrodestra ammicca da sempre.

La cancellazione di queste mozioni, dunque, non è solo un atto dovuto e simbolico; è un messaggio concreto che dimostra che la città è cambiata, che guarda al futuro e ai valori europei. Sui diritti civili, con il voto di giovedì, Verona è finalmente entrata nel XXI secolo.

Rotaia sulla ciclabile di Santa Lucia-Golosine: risolto il problema

Era il 2013 quando da consigliere di circoscrizione segnalai per la prima volta la pericolosità della rotaia posta in mezzo a un tratto della ciclabile di Santa Lucia-Golosine. Ma la risposta delle amministrazioni comunali (Tosi prima e Sboarina dopo) era sempre la stessa: “Non si può perché la rotaia è delle Ferrovie e serve in caso di calamità naturale”. Sono bastati pochi mesi alla nostra amministrazione per risolvere il problema.

Grazie in particolar modo al lavoro dell’Assessore Benini e dei consiglieri del Partito Democratico, si è finalmente giunti alla soluzione di un problema che negli anni non si era mai riusciti a risolvere e che ha causato non poche cadute e infortuni a svariati ciclisti.

Questo intervento sarà solo il primo di una serie di manutenzioni che rimetteranno a nuovo la pista ciclabile, gioiello della Quarta Circoscrizione. Seguiranno nei prossimi mesi, infatti, il rifacimento della segnaletica orizzontale, la regolazione di alcuni ingressi pericolosi e la sistemazione della staccionata. L’ultimo grande nodo da risolvere sarà invece l’acquisizione della ciclabile dalle Ferrovie. Il contratto di comodato tra Comune di Verona e Ferrovie dello Stato è scaduto e non è rinnovabile. Siamo già al lavoro per trovare la soluzione migliore per acquisire l’area, garantendo a tutti i cittadini un’opera e dei servizi sempre migliori.

Pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici di Elcograf

Nel consiglio comunale di giovedì 27 ottobre abbiamo approvato un ordine del giorno a prima firma Stefano Vallani e sottoscritto da tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, per chiedere l’apertura di un tavolo tecnico con l’azienda e con tutte le istituzioni al fine di garantire la continuazione dell’attività dello storico stabilimento di Verona.

In secondo luogo, ma non meno importante, abbiamo chiesto che non venga cambiata la destinazione urbanistica dell’area, mantenendola ad “attività produttive”; un punto, questo, che vuole essere un chiaro segnale politico all’azienda.

Il voto all’unanimità di tutto il consiglio un bel segnale di vicinanza e compattezza della città ai lavoratori e alle lavoratrici di Elcograf.

Verona aderisce alla rete RE.A.DY

https://www.reteready.org/

Questa sera il Consiglio Comunale di Verona ha approvato l’adesione alla Rete Re.a.dy. Re.a.dy, come recita il sito, è la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età – riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale.

Una svolta culturale e politica per la nostra città, che ora può finalmente diventare un baluardo contro ogni discriminazione e in difesa dei diritti di tutti.

Un privilegio aver potuto votare a favore di questa delibera.