È stato presentato in commissione urbanistica il progetto di rifacimento di Piazza Renato Simoni, la piazza del “grattacielo” di Verona. Questa piazza, realizzata alla fine degli anni Cinquanta, rappresenta uno snodo molto importante per la città e non solo perché da qui passerà la filovia. È di fatto una moderna porta d’ingresso alla città, che però oggi risulta molto caotica e con strutturali problemi di pavimentazione che creano grosse buche sulla strada.
In collaborazione con il Politecnico di Milano, è stato quindi redatto un progetto che potrà vedere l’inizio dei lavori tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Un progetto che punta a ridisegnare tutta l’area mettendo insieme le esigenze di viabilità con una maggiore sicurezza e vivibilità della zona. Qui sotto alcune immagini del progetto della nuova piazza.
Gli ispettori ambientali di Amia sono ufficiali nati con un compito preciso: vigilare sul corretto conferimento dei rifiuti e sanzionare i trasgressori. Si tratta di una novità assoluta per Verona, fortemente voluta e istituita da questa amministrazione. Dopo un attento percorso di preparazione durato diversi mesi, oggi sono operativi i primi 5 ispettori, affiancati in diverse occasioni dagli agenti della Polizia Locale.
Inutile dire che sono figure fondamentali per affrontare i problemi legati ai comportamenti scorretti sulla raccolta rifiuti, in particolar modo durante questa fase di grande cambiamento del sistema di raccolta.
E i risultati si sono visti subito. Nella prima settimana di lavoro sono state sanzionate 19 persone che abbandonavano i sacchetti a terra (8 provenivano da fuori Comune).
Sono stati fatti controlli anche attraverso le telecamere di videosorveglianza che hanno portato a 30 sanzioni.
Con la collaborazione di Solori è stata inoltre fatta una verifica su tutte le unità familiari di via Tartaro, via che presenta da sempre forti criticità, ed è emerso che 32 di esse erano sconosciute alla TARI (il 13,6%!!).
Ma è proprio il dato sull’emersione dell’evasione della TARI che impressiona: negli ultimi due anni, grazie al cambio di sistema di raccolta, sono emerse 7700 nuove utenze, 2700 nel 2024 e 5000 nel 2025. Si tratta di migliaia di famiglie che non avevano mai pagato la tassa sui rifiuti e che ora, finalmente, sono state rimesse in regola per fare la loro parte.
Uno degli impegni legato al sistema della raccolta rifiuti era proprio controllare e sanzionare chi si comporta male. Questi controlli proseguiranno senza sosta: siamo certi che i benefici di questo presidio costante saranno presto evidenti sotto gli occhi di tutti, direttamente sulle nostre strade.
Il maxi-cantiere dell’Alta velocità del Nodo di Verona – Ingresso Ovest è iniziato ad ottobre 2025. Consiste nel realizzare un nuovo fascio di binari parallelo a quello esistente per i treni ad alta velocità e durerà più di quattro anni. Le zone maggiormente interessate sono Santa Lucia (via Albere), Fenilon e Cason.
Nonostante il cantiere sia già pienamente operativo da diversi mesi, in pochi se ne sono accorti e nessuno se ne lamenta. Perché?
Il motivo è che in questi anni l’amministrazione Tommasi ha saputo organizzare, in collaborazione con RFI e la ditta che esegue i lavori, tutte una serie di misure e modifiche ai progetti iniziali che hanno ridotto al minimo l’impatto di questi cantieri sulla cittadinanza.
Un esempio su tutti: via Albere. Questo passaggio fondamentale tra Quarta e Terza Circoscrizione, già oggi saturo di auto, doveva essere chiuso per diversi mesi in quanto i lavori prevedono l’allungamento del ponte della ferrovia. Grazie all’intervento del Comune si sono rimodulati i lavori evitando la chiusura del tratto di via Albere, con uniche eccezioni delle sporadiche chiusure o semi-chiusure notturne.
Un altro punto importante era la chiusura di una corsia in Tangenziale Ovest, anch’essa prevista nel progetto originario. Anche questa misura, che avrebbe avuto un impatto notevole sulla viabilità, è stata scongiurata riuscendo a mantenere le due corsie, seppur con larghezza ridotta.
Quindi, nonostante questo sia uno dei cantieri più grandi dell’alta velocità, i disagi sono e saranno molto limitati e l’impatto sulla cittadinanza decisamente ridotto. E questo grazie al lavoro svolto dal settore mobilità del Comune di Verona in questi anni.
Per concludere ci tengo a ricordare che la creazione di questo nuovo fascio di binari permetterà di liberare la linea storica e quindi, a livello locale, di potenziare il servizio di trasporto ferroviario regionale creando un sistema di trasporto pubblico di tipo metropolitano, riattivando vecchie e nuove stazioni, che possa collegare tutta la provincia da est a ovest e da nord a sud con treni frequenti, veloci e integrati con i sistemi cittadini della filovia, dei bus e delle ciclabili. È questo il sistema della mobilità che dobbiamo progettare e costruire nei prossimi anni.
Le mura di Gallieno risalgono al III secolo d.C., nel periodo dell’Anarchia militare, in cui per difendersi dalle invasioni vennero costruite in fretta e con materiali di ogni genere.
Rappresentano un elemento storico e culturale unico per la nostra città e non solo, meta di migliaia di scolaresche e visitatori.
Eppure da tanti anni lo spazio davanti a questo muro era in condizioni a dir poco pietose.
Ora, grazie all’intervento del Comune, questo piccolo ma importante luogo di Verona avrà di nuovo una sua dignità e potrà valorizzare un elemento storico di cui dobbiamo andare orgogliosi.
Perché cambiare il sistema di raccolta dei rifiuti?
Il motivo è che Verona era da troppi anni ferma a circa il 53% di raccolta differenziata, ben al di sotto di ciò che prevedono le normative regionali, nazionali ed europee. Già dal 2006, infatti, il decreto legislativo 152 detto “Codice dell’ambiente” ha imposto ai comuni di raggiungere il livello minimo del 65% di raccolta differenziata entro il 2013. Livello che la Regione Veneto ha già previsto di aumentare all’84% dal 2030. Ecco perché tutti gli altri comuni della provincia di Verona e del Veneto si sono attivati da molti anni per poter centrare questo obiettivo. Il Comune di Verona, invece, è rimasto nell’immobilismo (per paura di perdere voti?) e mentre tutti gli altri cambiavano i sistemi di raccolta raggiungendo e superando il 65%, noi siamo rimasti fermi al 53%.
E cosa significa non raggiungere il limite minimo del 65%? Significa innanzitutto lasciare alle future generazioni tonnellate di rifiuti in discarica, contribuendo a danni ambientali difficili poi da recuperare. Ma significa anche pagare di anno in anno multe salatissime (quest’anno l’ecotassa regionale è di circa 1,5 milioni di euro) e un maggior costo per lo smaltimento dei rifiuti. Tutti questi maggiori costi devono essere per legge inseriti nella TARI, che quindi aumenta. In altre parole il sistema precedente non era e non sarebbe stato più sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.
Il nuovo sistema misto è quello che meglio si adatta alle caratteristiche della nostra città e che nel 2021 venne introdotto nel quartiere di San Michele per poi estendersi negli ultimi anni in Sesta, Quinta, Quarta ed oggi in Prima Circoscrizione. Nei prossimi mesi anche nel resto della città. Ma soprattutto è quello che ci permette di raggiungere l’obiettivo principale, cioè aumentare la percentuale di raccolta differenziata. Percentuale che a Verona è salita quest’anno al 60%.
Vuol dire che va tutto bene? Certamente no. Se alcuni dei problemi che avevamo in precedenza sono drasticamente diminuiti (vedi l’abbandono di rifiuti ingombranti), ora ce ne sono di nuovi legati principalmente a comportamenti scorretti, su tutti l’abbandono di sacchetti fuori dai cassonetti. Come vediamo quotidianamente non è l’unico problema. C’è ampio margine di miglioramento per quanto riguarda l’efficienza del servizio porta a porta, della gestione della raccolta per i grandi condomini, dell’attività di controllo e repressione dei comportamenti scorretti.
Per alcune di queste criticità servirà solo del tempo, sia ad Amia per affinare il servizio, sia ai cittadini per abituarsi al nuovo sistema con le sue caratteristiche. Su tutte le altre il Comune ed Amia hanno messo in atto nuove misure come gli ispettori ambientali che fanno le multe, nuovo personale, nuovi mezzi, l’avvio di avvisi e sanzioni per chi non ha ritirato la tessera o si trova in una condizione di irregolarità.
Tutte queste azioni richiederanno del tempo per essere pienamente efficaci, ma con l’aiuto e l’impegno di tutti alla fine avremo una città più efficiente e pulita.
Lunedì 15 giugno Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona e Infrastrutture venete hanno siglato un protocollo di intesa sul tema della mobilità. L’obiettivo è fare uno studio aggiornato e completo dei flussi di traffico della Provincia di Verona per capire quali sono le maggiori criticità e come si possono affrontare. Sembra qualcosa di scontato, eppure uno studio del genere non era mai stato fatto e i dati più aggiornati a disposizione risalgono a dieci anni fa.
Questo protocollo è esattamente quello che come centrosinistra abbiamo sempre chiesto e che da consigliere comunale e provinciale ho proposto attraverso le mozioni approvate in consiglio provinciale il 30 luglio 2025 (vedi articolo qui) e in consiglio comunale il 14 maggio 2026. Sono il frutto del “Patto per il trasporto pubblico” che avevo lanciato a luglio 2025 e che quindi oggi, grazie al lavoro di tutti gli enti e gli attori coinvolti, compie un primo passo concreto; un passo fondamentale per poter programmare in maniera efficace la nuova gara per il trasporto pubblico, integrare il trasporto su gomma con quello su ferro, individuare le reali priorità e le possibili soluzioni da attuare.
Ora manca un altro punto importante posto nel “Patto”: mettere più fondi sul trasporto pubblico. Il Comune di Verona si è già impegnato a destinare 500.000 euro all’anno dal 2028; ora tocca alla Provincia e soprattutto alla Regione stanziare i fondi necessari per avere un servizio all’altezza di una città come Verona e che possa rendere il trasporto pubblico realmente competitivo rispetto al mezzo privato.
Per chi abita in Quarta e in Quinta Circoscrizione, la Fiera è quasi sempre sinonimo di disagio legato al traffico e al caos parcheggi che si creano durante le grandi manifestazioni fieristiche.
In questi anni abbiamo cercato di gestire questi eventi con tutta una serie di misure, su tutte l’uso dei parcheggi scambiatori e dei bus navetta, che hanno dato significativi risultati (vedi articolo su Vinitaly 2026).
Ma in questi mesi ho anche cercato di creare un tavolo tra Veronafiere, Comune di Verona e Circoscrizioni Quarta e Quinta per iniziare una collaborazione che potesse non solo instaurare un dialogo costante tra questi enti, ma anche produrre dei risultati concreti per i quartieri che “ospitano” la Fiera.
Tutto ciò ha portato alla convocazione di un consiglio straordinario della Quarta Circoscrizione con la presenza dell’amministratrice delegata di Veronafiere Barbara Ferro, la quale ha spiegato il ruolo della Fiera per la città e ha dato la disponibilità a sistemare un’area verde della Circoscrizione a spese della Fiera. Starà ora al consiglio di quartiere indicare quale area.
Oltre a questo, lavoreremo per organizzare qualche evento per bambini e famiglie in quartiere: la prima occasione sarà un’iniziativa con i cavalli legata a Fieracavalli.
Questa collaborazione con la Fiera credo ora possa e debba essere replicata anche con gli altri grandi enti che operano a contatto con i quartieri; per la Quarta, in particolare, Consorzio Zai e Ferrovie.
Si è chiusa mercoledì la 58esima edizione di Vinitaly con oltre 90.000 visitatori.
Per quanto riguarda la gestione della mobilità, storico problema che interessa i nostri quartieri, si è registrato un nuovo e importante passo avanti.
Non sono mancati alcuni disagi, soprattutto il lunedì mattina e in altri momenti di punta, ma in generale la circolazione è stata più fluida del passato e in quartiere si è ridotto il fenomeno della sosta selvaggia. Questo grazie al lavoro sinergico tra Comune di Verona, ATV, Polizia Locale, Fiera, Autostrada A4 e A22.
Tra le più significative ed efficienti misure adottate, l’apertura dei parcheggi scambiatori della Genovesa e dello Stadio collegati con una fitta rete di bus navetta. Questo sistema ha trasportato decine di migliaia di visitatori, evitando l’arrivo di migliaia di auto a ridosso della Fiera. Molto positivo anche il nuovo sistema di corsie riservate al trasporto pubblico, specialmente in viale delle Nazioni.
Sappiamo che questi grandi eventi fieristici (Vinitaly, Fieracavalli, Motorbike) creano inevitabilmente dei problemi. Ma credo che in questi anni abbiamo dimostrato che una gestione più ordinata ed efficiente della mobilità era possibile.
E l’anno prossimo avremo a disposizione anche il Filobus, quindi la possibilità di fare un ulteriore passo avanti.
La mobilità urbana di Verona si appresta a vivere una svolta storica. Con la recente delibera della Provincia di Verona è stato tracciato il percorso per l’attivazione della prima fase di esercizio del nuovo sistema filoviario.
L’entrata in funzione del sistema avverrà in modo progressivo attraverso l’attivazione di linee cosiddette “ibride”, destinate a integrare l’attuale rete di trasporto pubblico in attesa del completamento definitivo dell’opera.
La fase transitoria, che prenderà il via nel corso del 2026, vedrà l’esordio di due collegamenti chiave per la città:
Linea V: collegherà lo Stadio Bentegodi, Piazzale XXV Aprile e la Genovesa.
Linea VI: collegherà Piazzale Scuro e Piazzale XXV Aprile.
Per consentire l’avvio immediato di queste tratte, la Provincia, in quanto ente di Governo del trasporto pubblico locale, ha autorizzato una modifica temporanea al contratto di servizio attualmente in essere con ATV. Questa integrazione tecnica permetterà di inserire i nuovi obblighi di servizio filoviario senza attendere l’esito della gara europea per l’affidamento complessivo del trasporto pubblico, i cui atti sono attualmente in fase di preparazione.
L’attivazione delle linee ibride è funzionale ad abituare la cittadinanza alla nuova infrastruttura e segna l’inizio della transizione verso il sistema filoviario completo.
Con questo provvedimento, Verona compie il primo passo concreto verso un sistema di trasporto moderno, a guida vincolata e a basso impatto ambientale. In altre parole: sta arrivando il Filobus.
Uno dei compiti che ho assunto da consigliere provinciale con delega alle politiche per il lavoro è la guida del tavolo di coordinamento dei patti territoriali del lavoro. Questo tavolo è frutto dell’accordo di collaborazione tra tutti i Patti territoriali del lavoro, il Comune di Verona, la Provincia di Verona e l’Ulss9.
Questa mattina, in conferenza stampa a Palazzo Barbieri, abbiamo annunciato il rinnovo di questo accordo per altri tre anni e soprattutto il finanziamento di 356.000€ ottenuto da parte di Fondazione Cariverona per il progetto Life Map.
Ma cosa sono i Patti territoriali del lavoro? I Patti sono una realtà bellissima, un’architettura di cooperazione che forse è ancora troppo poco conosciuta. In poche parole, i Comuni si uniscono tra loro sul tema della politiche per il lavoro formando appunto un “patto” e nominando uno di loro come capofila. Ecco che nella Provincia veronese abbiamo 5 patti territoriali che rappresentano ben 92 Comuni della provincia e che hanno come capifila Grezzana, Cerea, San Bonifacio, San Giovanni Lupatoto e Valeggio sul Mincio. Ad oggi sono già molti i progetti attivati che, grazie a questa rete, hanno prodotto risultati tangibili e significativi per il nostro territorio.
Il rinnovo dell’accordo di collaborazione per altri tre anni è la dimostrazione che questo meccanismo funziona: non è un semplice atto formale, ma la conferma di un metodo vincente.
Oggi, inoltre, abbiamo davanti a noi un’occasione straordinaria: come tavolo di coordinamento, e attraverso l’Agenzia tecnica di supporto “Lavoro & società”, abbiamo partecipato ad un bando di Fondazione Cariverona con il progetto Life Map. Progetto che è stato finanziato con 356.000€ e che a maggio potrà partire.
L’obiettivo del progetto, e del tavolo di coordinamento, è potenziare capillarmente i servizi degli Sportelli Lavoro presenti sul territorio provinciale offrendo maggiori opportunità a tutte le persone che sono alla ricerca di lavoro o hanno il bisogno di cambiarlo.
Grazie al lavoro di squadra che si è svolto, nei prossimi due anni potremo mettere a terra questi cambiamenti e migliorare le politiche attive per il lavoro in tutta la nostra provincia.