
Sento spesso dire: “Le nuove piste ciclabili sono vuote, non le usa nessuno”.
Va detto subito che le nuove infrastrutture non risolvono i problemi con la bacchetta magica: richiedono tempo per entrare nelle abitudini dei cittadini. Inoltre, la rete di nuove ciclabili non è ancora completata e molti tratti sono tuttora in cantiere. Eppure, i dati raccolti grazie al monitoraggio FIAB, promosso in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, dimostrano già che quell’affermazione è falsa: gli investimenti sulla mobilità ciclabile stanno portando i primi risultati positivi.
I dati rilevati, infatti, mostrano un aumento del numero delle biciclette del 18% rispetto agli anni precedenti con picchi fino al 32% in alcune zone della città.
Potenziare il trasporto pubblico, in primis con la realizzazione della filovia, e costruire una rete ciclabile capillare (con 25 km di nuovi percorsi) sono passaggi fondamentali per offrire un’alternativa reale e sicura all’automobile. Tutto questo richiede pazienza per i disagi legati ai cantieri, ma anche il tempo necessario per modificare abitudini consolidate da anni.
Riuscire a trasferire anche solo una parte degli spostamenti quotidiani dall’auto privata ai mezzi pubblici e alla bicicletta non è una guerra agli automobilisti: è un vantaggio per tutti, in termini di traffico, aria pulita e vivibilità della città.