Maxi-cantiere TAV in Quarta e Terza Circoscrizione. Disagi ridotti al minimo

Il maxi-cantiere dell’Alta velocità del Nodo di Verona – Ingresso Ovest è iniziato ad ottobre 2025. Consiste nel realizzare un nuovo fascio di binari parallelo a quello esistente per i treni ad alta velocità e durerà più di quattro anni. Le zone maggiormente interessate sono Santa Lucia (via Albere), Fenilon e Cason.

Nonostante il cantiere sia già pienamente operativo da diversi mesi, in pochi se ne sono accorti e nessuno se ne lamenta. Perché?

Il motivo è che in questi anni l’amministrazione Tommasi ha saputo organizzare, in collaborazione con RFI e la ditta che esegue i lavori, tutte una serie di misure e modifiche ai progetti iniziali che hanno ridotto al minimo l’impatto di questi cantieri sulla cittadinanza.

Un esempio su tutti: via Albere. Questo passaggio fondamentale tra Quarta e Terza Circoscrizione, già oggi saturo di auto, doveva essere chiuso per diversi mesi in quanto i lavori prevedono l’allungamento del ponte della ferrovia. Grazie all’intervento del Comune si sono rimodulati i lavori evitando la chiusura del tratto di via Albere, con uniche eccezioni delle sporadiche chiusure o semi-chiusure notturne.

Un altro punto importante era la chiusura di una corsia in Tangenziale Ovest, anch’essa prevista nel progetto originario. Anche questa misura, che avrebbe avuto un impatto notevole sulla viabilità, è stata scongiurata riuscendo a mantenere le due corsie, seppur con larghezza ridotta.

Quindi, nonostante questo sia uno dei cantieri più grandi dell’alta velocità, i disagi sono e saranno molto limitati e l’impatto sulla cittadinanza decisamente ridotto. E questo grazie al lavoro svolto dal settore mobilità del Comune di Verona in questi anni.

Per concludere ci tengo a ricordare che la creazione di questo nuovo fascio di binari permetterà di liberare la linea storica e quindi, a livello locale, di potenziare il servizio di trasporto ferroviario regionale creando un sistema di trasporto pubblico di tipo metropolitano, riattivando vecchie e nuove stazioni, che possa collegare tutta la provincia da est a ovest e da nord a sud con treni frequenti, veloci e integrati con i sistemi cittadini della filovia, dei bus e delle ciclabili. È questo il sistema della mobilità che dobbiamo progettare e costruire nei prossimi anni.

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