Nuovo sistema di raccolta rifiuti: una rivoluzione necessaria

Perché cambiare il sistema di raccolta dei rifiuti?

Il motivo è che Verona era da troppi anni ferma a circa il 53% di raccolta differenziata, ben al di sotto di ciò che prevedono le normative regionali, nazionali ed europee. Già dal 2006, infatti, il decreto legislativo 152 detto “Codice dell’ambiente” ha imposto ai comuni di raggiungere il livello minimo del 65% di raccolta differenziata entro il 2013.  Livello che la Regione Veneto ha già previsto di aumentare all’84% dal 2030. Ecco perché tutti gli altri comuni della provincia di Verona e del Veneto si sono attivati da molti anni per poter centrare questo obiettivo. Il Comune di Verona, invece, è rimasto nell’immobilismo (per paura di perdere voti?) e mentre tutti gli altri cambiavano i sistemi di raccolta raggiungendo e superando il 65%, noi siamo rimasti fermi al 53%.

E cosa significa non raggiungere il limite minimo del 65%? Significa innanzitutto lasciare alle future generazioni tonnellate di rifiuti in discarica, contribuendo a danni ambientali difficili poi da recuperare. Ma significa anche pagare di anno in anno multe salatissime (quest’anno l’ecotassa regionale è di circa 1,5 milioni di euro) e un maggior costo per lo smaltimento dei rifiuti. Tutti questi maggiori costi devono essere per legge inseriti nella TARI, che quindi aumenta. In altre parole il sistema precedente non era e non sarebbe stato più sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

Il nuovo sistema misto è quello che meglio si adatta alle caratteristiche della nostra città e che nel 2021 venne introdotto nel quartiere di San Michele per poi estendersi negli ultimi anni in Sesta, Quinta, Quarta ed oggi in Prima Circoscrizione. Nei prossimi mesi anche nel resto della città. Ma soprattutto è quello che ci permette di raggiungere l’obiettivo principale, cioè aumentare la percentuale di raccolta differenziata. Percentuale che a Verona è salita quest’anno al 60%.

Vuol dire che va tutto bene? Certamente no. Se alcuni dei problemi che avevamo in precedenza sono drasticamente diminuiti (vedi l’abbandono di rifiuti ingombranti), ora ce ne sono di nuovi legati principalmente a comportamenti scorretti, su tutti l’abbandono di sacchetti fuori dai cassonetti. Come vediamo quotidianamente non è l’unico problema. C’è ampio margine di miglioramento per quanto riguarda l’efficienza del servizio porta a porta, della gestione della raccolta per i grandi condomini, dell’attività di controllo e repressione dei comportamenti scorretti.

Per alcune di queste criticità servirà solo del tempo, sia ad Amia per affinare il servizio, sia ai cittadini per abituarsi al nuovo sistema con le sue caratteristiche. Su tutte le altre il Comune ed Amia hanno messo in atto nuove misure come gli ispettori ambientali che fanno le multe, nuovo personale, nuovi mezzi, l’avvio di avvisi e sanzioni per chi non ha ritirato la tessera o si trova in una condizione di irregolarità.

Tutte queste azioni richiederanno del tempo per essere pienamente efficaci, ma con l’aiuto e l’impegno di tutti alla fine avremo una città più efficiente e pulita.

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